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Archive for luglio 2011

Questo post non è della mamma, questo volta scrivo io.

Si, perché capita a volte, che anche le mamme non abbiano
voglia di fare niente, nemmeno di parlare.

Io me ne accorgo subito quando la mia mamma diventa
bambina e come tutti i bambini chiede solo di essere coccolata e un po’
viziata.

Così è successo l’altra sera.

E allora per strapparle un sorriso, mi sono inventata
questi bocconcini con quello che c’era in frigo; facili, saporiti, che ci siamo
sbafate distese sul tappeto del salotto senza preoccuparci per una volta delle
briciole……………

 

 

INGREDIENTI

 

4 fichi maturi

4 fette di speck

4 fette di burrata

8 foglioline di rucola fresca

Sbucciare i fichi e tagliarli a metà. In ogni metà
appoggiare le fettine di burrata e speck. Aggiungere le foglioline di rucola e
chiudere con l’altra metà del fico. Fermare i bocconcini con degli
stuzzicadenti e servire subito.

Ecco a voi lo spuntino perfetto!!!!

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Qualche giorno fa, ho ricevuto un commento da una persona che conosco e che mi conosce da molto tempo che mi rammentava di non rovinare il blog con pensieri negativi e lagne, perché è bello così, pieno di poesia, ricette deliziose e zuccherose come le fiabe che mi raccontava la nonna dove il lupo, il drago, l’uomo cattivo alla fine finivano bolliti e la vita continuava con tutti felici e contenti.

Ora vorrei chiarire che questo blog nasce come diario on line dove i miei umori giornalieri e notturni si mescolano e convivono con ricette, profumi, sapori. Lungi da me dal farne un sito mieloso, perché come tutti i diari riceve musi lunghi e sorrisi, perché ogni ricetta, anche la più banale nasce da motivazioni diverse, belle o brutte che siano. Io non posso imbrogliare me stessa, io sono io e  non intendo nasconderlo. Che ne faccio di un sito condito e farcito di stelline luminescenti?? Certo mi limito, non entro nel dettaglio, ma desidero raccontare situazioni quotidiane realmente accadute. Questo è il suo scopo.

Come questi biscotti, che potrei benissimo chiamarli biscotti delle lacrime, visto che sono fatti principalmente di questo e proprio non intendo negarlo. Perché non sono mesi semplici questi, siamo in piena guerra fredda e i ribollimenti di stomaco sono celati da falsi sorrisi e gentilezze non sentite. E fatalità, come se non bastasse, ecco che a pochi giorni di distanza mi trovo a perdere due affetti molto molto cari.

Che fare?

Una mega torta di panna e codine di zucchero con queste nuvole grigie?? No, neanche a provarci. Invece questi tozzetti così rigorosi che ho addolcito con pezzetti di fichi, noci (e altro..leggi sopra!!) non sono che lo specchio della mia tristezza e delusione di questi giorni.

Passerà. Anche questo temporale passerà.

 

 

INGREDIENTI

80 gr zucchero di canna

1 uovo

½ cucchiaino lievito

140 gr farina 00

60 gr noci a pezzi

60 gr fichi secchi a pezzetti

1 pizzichino sale

Preriscaldare il forno a 180°. Mescolare lo zucchero con l’uovo. Aggiungere la farina, il lievito, il sale e incorporateli alla crema.

Unire le noci e i fichi. Formare con l’impasto un rotolo  e cuocerlo nel forno finchè non sarà dorato. Farlo intiepidire una decina di minuti e tagliatelo in fette oblique. In forno per una decina di muniti ancora  e far raffreddare su una gratella.

Danno grande soddisfazione se li inzuppate in un bicchiere di vino…..

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L’altra sera stanca e disfatta dopo una  giornatina che te la raccomando, mi fiondo a
letto e spengo subito  la luce con la
speranza di farmi una mega dormita fin al mattino come quando avevo “qualche”
anno di meno (vietato ridere!!!)……….

Chiudo gli occhi, ma li riapro subito perché  vedo un puntino luminoso vagare per la stanza……appare e scompare, appare ancora e toh, risparisce, poi lo rivedo ancora, eccolo!!!

Oddio, o è un chiaro segnale di rimbambimento o, aiuto ho
un miniufo in camera!!!

Poi, sgrano gli occhi nell’oscurità, guardo meglio e
scopro che è una lucciola!!!

Uhaooo, una lucciola, erano anni che non ne vedevo una, e
pure in camera me la ritrovo!!!

Ricordo che quand’ero piccola, a casa dei nonni, in piena
campagna, con i cugini più grandi, catturarle  era uno dei nostri passatempi preferiti. Ce
n’erano un sacco, le aspettavamo in silenzio, le inseguivamo e  chiudevamo le mani a coppa per non perdere il
tesoro. Poi le infilavamo in un vaso di vetro e contemplavamo il loro luccichio
così misterioso e ricco di fascino.

Ricordo anche i miei “lasciamole libere, poverette”,
“svita il coperchio, altrimenti lo dico alla mamma”  finchè
mio cugino più grande con occhio torvo, brontolando mi accontentava (i
maschi, si sa, sono più sadici..!) e io essendo la più piccolina, avevo tutto
il diritto di piagnucolare::J)

Ora che mi è passato il sonno (ma stavolta non me
dispiace più di tanto), decido di liberarla. Apro la porta finestra, mi siedo
in giardino e la inseguo con lo sguardo. E per confortarmi  dai ricordi che passano troppo in fretta, dai
brividi che provoca l’umidità  e
dall’addio alla magica lucciolina, corro in cucina e addento la   crostatina (anche lei piccina…) sfornata poco
prima….(ho fatto pure la rima… proprio una magia!!)

 

INGREDIENTI

Per la frolla

250 gr farina 00

125 gr burro

125 zucchero

1 uovo

1 pizzico sale

Scorza grattugiata di limone naturale

4 gr lievito

Per il ripieno

400 gr ricotta fresca

300 gr ciliegie

150 gr zucchero

1 uovo

1 pizzico di cannella

Scorza di limone grattugiata

Preparare l’impasto per la frolla mescolando tutti gli
ingredienti. Formare una palla e far riposare in frigo per almeno un’oretta.

Snocciolare le ciliegie (una rottura, lo so, ma ne vale
la pena!!) e metterle in un pentolino con 100 gr di zucchero e la cannella.
Cuocere per una decina di minuti e lasciar raffreddare.

Lavorare in un recipiente la ricotta con l’uovo, la
scorza del limone, lo zucchero rimasto in modo da ottenere una crema omogenea.

Riprendere la pasta, stenderla e ricoprire uno stampo
da crostata imburrato ed infarinato. Bucherellare il fondo. Versare le ciliegie
e ricoprire ben bene con la crema di ricotta. Decorare con alcune striscioline
di pasta ed infornare a 170° circa per una quarantina di minuti. Raffreddare e
servire.

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Da uno spacciatore di fiducia ho finalmente trovato della frutta profumata: pesche e fragole italiane, anzi a kilometro quasi zero a dir la verità, dai colori intensi e dall’odore davvero così invitante che stavo per abbandonare l’idea di utilizzarle per un dessert per mangiarle, così, semplicemente.

Alla fine ho resistito e so di aver fatto bene!!  Questa panna cotta dagli ingredienti così differenti, sembra un tantino sconclusionata, invece tutti insieme creano un amalgama di sapori intensi e perfetti.

Scegliete un angolino del terrazzo o del vostro giardino, un libro, bei pensieri e lasciate che ingredienti semplici e freschi vi stupiscano in giornate afose  come queste….  

 

 

INGREDIENTI

4 pesche noci non troppo mature

200 gr fragole 

3 fogli  colla di pesce  

4 dl panna fresca

2 dl latte

3 cucchiai zucchero canna

1 stecca vaniglia

4 cucchiai Sauternes (vino dolce francese)

2 rametti rosmarino

Ammollare la gelatina in acqua fredda per 15 minuti. Lavare, sgocciolare il rosmarino e tritarlo finemente.

Versare la panna e il latte in un pentolino, unire due cucchiai di zucchero, i semini di vaniglia, metà del rosmarino tritato e far scaldare il tutto a fuoco dolce, senza farlo bollire. Spegnere, strizzare la gelatina e unirla al composto mescolando bene. Lasciar raffreddare a temperatura ambiente. Dividere il composto in 4 coppette e riporre in frigorifero per almeno 5 ore.

Lavare e tagliare la frutta a pezzi, raccoglierla in una ciotola, aggiungere un cucchiaio di zucchero, il rosmarino rimanente, il vino e lasciar macerare per un paio d’ore.

Completare le coppette con la frutta e servite.

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E’ domenica.

E’ domenica mattina e questo significa solo un’unica
cosa:no sveglia. No, a quel trillo che mi fa sussultare all’alba tutte le
restanti mattine dove il primo e unico pensiero che riesco a formulare è quello
di chiedermi: ma non sto male? Ho la febbre, per caso? Che so, un’emicrania, un
leggero raffreddore, qualche colpo di tosse, niente di niente anche sta
mattina??? Va bhè, ho capito, alziamoci che è meglio…

Questo è quello che succede dal lunedì al sabato, ma in
genere, la domenica mattina riesco ad alzarmi un po’ più tardi. Mi piace vagare
in silenzio per la casa. Lo faccio piano, lentamente, perché desidero godermi completamente
quella che io considero la parte più bella della giornata, ovvero la colazione.
Una trentina di minuti più o meno, sprofondata sul divano con il vassoio sulle
ginocchia, telecomando in mano, pronta per lo zapping festivo, unico momento nel
quale mi permetto di dare una sbirciatina alla tv.

Sto per addentare il primo biscotto, quando appare come
uno zombie, scalza e con i capelli sugli occhi la mia amorevole creatura, che
dopo un bacio sfuggente, si fionda in cucina e da inizio a un fastidioso
concerto con padelle, antine che si aprono, cassetti che si chiudono……

Scusami, ti spiace dirmi cosa stai combinando??

Mammina, ti ho detto stamattina quanto bene ti voglio??

Guarda, ti conosco, quando cominci con questo
preambolo, so già che mi aspetta una fregatura!che ci fanno tutte queste
padelle sul tavolo? Scendi dalla credenza, si può sapere cosa vai cercando??

La ricetta dei pancakes, mum, è domenica!!

Appunto è domenica, l’unico giorno della settimana,
l’unica mezz’ora nella quale posso poltrire, che pancakes d’egitto!!

No mammina, non quelli dell’egitto, quelli non li ho
mai assaggiati, io ho una voglia tremenda di pancakes americani, quelli che
fanno vedere nei cartoni e che tu non mi fai mai!! Abbiamo comperato persino lo
sciroppo d’acero tante, tante settimane fa e tu me l’hai promesso un sacco di
volte…

Ah, uffa!! Ma proprio a me doveva capitare una
undicenne con le voglie irrefrenabili di una donna incinta??????????? Abitiamo
nei Hamptons, per caso??

Mannaggia,mannaggia, addio momento magico, dai, molla
qua e passami le uova per piacere, and good morning America, have a good Sunday!!!

INGREDIENTI

Per 12 pancakes medi

120 gr farina 00

1 pizzico sale

1 cucchiaio zucchero canna

2 uova

20 gr burro più altro per ungere la padella

200 ml latte intero

Sciroppo d’acero a volontà

 

Setacciare la farina in una terrina e aggiungere il
sale e lo zucchero. Sbattere i tuorli d’uovo, incorporare il burro e il latte a
temperatura ambiente e lavorare bene il composto con una frusta. Versare il
composto nella farina e mescolare in modo da ottenere una pasta e senza grumi.
A parte montare gli albumi a neve e incorporarli piano piano.

Scaldare un pezzetto di burro in una padellina
antiaderente,versare due cucchiaiate di impasto (così vengono piccine!!) e
farle dorare su entrambe i lati per un paio di minuti scarsi. Da servire calde
con lo sciroppo d’acero.

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